Carlo Oxy ha scritto:
Se ho scritto in questo topic era proprio per capire meglio la differenza tra single e dual coil. Io noto che la dual ci mette più tempo a diventare incandescente della single, a parità di resistenza, dunque mi ero posto il dubbio se la dual in realtà tenesse temperature più basse, a dispetto della diversa percezione, poiché vi è più superficie a scaldare il liquido. Capire qualcosa di più sulla teoria delle coils mi piacerebbe e il discorso della tossicità in fondo era un pretesto.
A parità di resistenza e di filo resistivo, la configurazione dual coil richiede il doppio della corrente per arroventarsi al pari della configurazione single coil.
Va da se che se fai la prova ad un voltaggio/wattaggio costante, la configurazione dual coil ti sembrerà meno reattiva...Il motivo sta spiegato nelle prime pagine del topic..
Buongiorno a tutti,
mi sto cimentando nella rigenerazione da poco tempo e volevo applicare queste utilissime regole.
Partiamo daqi materiali e l'hw a disposizione:
DNA30
AGA-T2
cavo 2,5 con mesh 400 in testa
khantal 0,25
Correggetemi se sbaglio..
Decido che trovo
soddisfazione a svapare a 13W e con una C di 0,3 ohm/mm2
Avendo a disposizione solo il khantal 0,25 ed essendo pieno agosto procedo a calcolare la lunghezza necessaria del filo resistivo al fine di ottenere la potenza sulla superficie corretta. Risultato:
Devo utilizzare ~2,8 cm di filo e mi uscira una resistenza di ~0,8 ohm
Il dna30 setterà i
Volt a ~ 3,2 per un intensità di corrente di
~4 Ampere.
Eseguito il tutto l'atom mi da una fumosità ottima e un'aroma migliore di come svapavo
a caso prima, pertanto mi soddisfa a pieno.
Mi chiedo se ho ragionato in maniera corretta oppure ho tralasciato qualcosa di importante ...
Grazie mille in anticipo perogni eventuale aiuto

i calcoli son giusti. l'unica cosa ke mi sfugge è quella C, rateo fra valore in ohm e superficie, ke di solito esprime i coulomb, o ampere al secondo. immagino ke c'entri l'irradianza...
Scusa intendevo watt/mm2 .. correggo
Quello che non capisco è che i miei calcoli differiscono totalmente dalle tabelle che indicano che con una resistenza di 0,8 ohm col khantal 0,25 devo utilizzare una potenza di circa 7,5 watt ...
Mi sfugge qualcosa ...
gionnicammello ha scritto: Scusa intendevo watt/mm2 .. correggo
Quello che non capisco è che i miei calcoli differiscono totalmente dalle tabelle che indicano che con una resistenza di 0,8 ohm col khantal 0,25 devo utilizzare una potenza di circa 7,5 watt ...
Mi sfugge qualcosa ...
aldilà ke nn dici se kanthal A o A1 cmq cambia poco, io credo ke tu nn possa fare un'equazione stabilendo a priori il risultato.
cioè nn puoi stabilire
tutti ma proprio tutti i dati e scoprire ke nn devi risolvere, trovare, calcolare un beato nientone fritto.
parti dall'irradianza e dal resistivo, inteso come ohm, poi la potenza di svapo verrà di conseguenza...
Beh, partendo dal fatto che ho una resistenza di 0,8 ohm con khantal 0,25 della lunghezza di circa 2,8 cm, seguendo le tabelle postate per il variwatt, risulta che per avere l'intensità di corrente ottimale dovrei impostare il dna30 su 6,9 W (mi sembrano un po pochini).
Se invece parto dai Watt (12) e faccio tutti i calcoli di circonferenza, area e superficie del filo resistivo, mi da gli stessi valori facendomi produrre la stessa resistenza. Per questo chiedo cosa non ho capito
Seguendo la logica di questo topic, con un khantal 0.25 che resistenza fareste?
gionnicammello ha scritto: ...risulta che per avere l'intensità di corrente ottimale dovrei impostare il dna30 su 6,9 W (mi sembrano un po pochini)
Ma sei sicuro?

gionnicammello ha scritto: ... CUT ...
Decido che trovo soddisfazione a svapare a 13W e con una C di 0,3 ohm/mm2
Avendo a disposizione solo il khantal 0,25 ed essendo pieno agosto procedo a calcolare la lunghezza necessaria del filo resistivo al fine di ottenere la potenza sulla superficie corretta. Risultato:
Devo utilizzare ~2,8 cm di filo e mi uscira una resistenza di ~0,8 ohm
Il dna30 setterà i Volt a ~ 3,2 per un intensità di corrente di ~4 Ampere.
Eseguito il tutto l'atom mi da una fumosità ottima e un'aroma migliore di come svapavo a caso prima, pertanto mi soddisfa a pieno.
Mi chiedo se ho ragionato in maniera corretta oppure ho tralasciato qualcosa di importante ...
Grazie mille in anticipo perogni eventuale aiuto
C'è qualcosa (tanto) che non mi torna nei tuoi calcoli.
Oltre ai calcoli c'è anche qualcosa che non torna nei presupposti.
Non mi è chiaro per quale motivo tu "debba" decidere a quanti watt finali vuoi svapare... Per carità, un punto di partenza lo si deve porre, altrimenti non hai nulla da cui cominciare per fare dei calcoli, ma perché partire proprio dai watt piuttosto che dalla resistenza non mi è chiaro ma tant'è e facciamo un po' di conti partendo dal tuo presupposto:
13 watt erogati, 0,30 watt/mm2 e solo resistivo da 0,25 a disposizione.
Dividendo i 13 watt per 0,30 watt/mm2 ottieni la superficie totale del filo da impiegare, che sarà pari a 43,33 mm2.
Dato che lo 0,25 ha una circonferenza di 0,79 (0,785398163397448 se vogliamo essere pignoli) mm, dividendo la superficie totale che dobbiamo ottenere per garantire i 13 W con 0,30 watt/mm2 per questa circonferenza otterremo la misura lineare dello spezzone di resistivo che dovremo utilizzare, da cui:
43,33 / 0,79 (utilizzando tutti i decimali) = 55,17 mm = 5,5 cm circa (e non 2,8 cm).
Cosiderata la resistività del Kanthal A da 0,25 pari a 28,3 Ω/mm2, i nostri 5,5 cm ti daranno una coil di resistenza compresa tra 1,5 ed 1,6 Ω. I volt necessari per i 13 watt richiesti saranno quindi compresi tra 4,3 e 4,6.
Facendo i calcoli invece su quale resistenza ti darà 0,30 watt/mm2 con 3,2 volt del tuo esempio (la parte evidenziata in rosso) otterrai una coil, con filo da 0,25, da 1,1 Ω (3,9 cm di filo) ed i watt corrispondenti saranno 9,2.
Con i 2,8 cm e coil da 0,8 Ω gli 0,30 watt/mm2 li avresti teoricamente con soli 6,7 watt, ma non sarà, nella pratica, utilizzabile perchè andrebbe ottenuto con soli 2,3 volt, valore troppo basso per qualsiasi device.
Se poi hai voglia di fare calcoli, potrai verificare che, con il filo da 0,25, alla potenza di 0,30 watt per unità di superficie il valore degli ampere sarà sempre pari a 2,88.
Adesso ho "dato i numeri" a sufficienza...
Ciao!!
Grazie mille... Sono proprio un demente.... Ho calcolato l'area della sezione moltiplicando il diametro per 2 e per 3,14 ... Come se lo 0,25 fosse il raggio...
Pertanto tutti i valori erano doppi
Scusate per la niubbagine!
Seguendo il tou ragionamento, Ora non mi resta da capire da che valore di resistenza partire. E' sbagliato voler stare bassi col numero di spire con lo 0,25? Intendo 3 o 4 spire massimo.. In questo modo riduco di parecchio l'occorrenza degli hot spot.
Ps. Contando che prediligo aroma e fumosità e non mi interessa dell'hit, avrei miglioramenti passando al kanthal 0,20?
io se fossi in te darei un'occhiata anche a questo topic,io ho imparato parecchio da quello
http://www.svapo.it/forum/la-sigaretta-elettronica/discussioni-generali/om-volt-come-regolarsi-e-non-bruciare.html
inoltre in fondo alla prima pagina,fra le altre,il buon DrGi

ha messo questa tabella
http://www.svapo.it/media/kunena/attachments/10405/ResistenzefiliKantal-Nicrome-Lunghezze.pdf
che io trovo molto comoda perchè evita di fare tutti i calcoli per ottenere i famosi 0,30 watt/mm2,l'ultima colonna ti dice in base ad ogni tipo di filo quanti ampere ci vogliono per ottenere quel valore,basta che moltiplichi il valore della tua resistenza * gli amopere di quello specifico filo e ottieni i volt con cui svapare a 0,30 w/mm2.
gionnicammello ha scritto: Grazie mille... Sono proprio un demente.... Ho calcolato l'area della sezione moltiplicando il diametro per 2 e per 3,14 ... Come se lo 0,25 fosse il raggio...
Pertanto tutti i valori erano doppi
Scusate per la niubbagine!
Seguendo il tou ragionamento, Ora non mi resta da capire da che valore di resistenza partire. E' sbagliato voler stare bassi col numero di spire con lo 0,25? Intendo 3 o 4 spire massimo.. In questo modo riduco di parecchio l'occorrenza degli hot spot.
Ps. Contando che prediligo aroma e fumosità e non mi interessa dell'hit, avrei miglioramenti passando al kanthal 0,20?
calcola sempre una cosa,che il dna 30 lavora soltanto in step up,quindi significa che minimo ti eroga i volt di carica della batteria,anche se metti i watt al minimo lui li calcola in base al valore della batteria.detto questo significa che col dna30 devi calcolare delle resistenze che necessitano dai 4 volt in su'.per farti un esempio se vuoi tenere come riferimento i 0,30 w/mm2,se fai fai una res.con del kantal 0,20 che necessita di 2 ampere devi farla almeno di 2 ohm.
gionnicammello ha scritto: Grazie mille... Sono proprio un demente.... Ho calcolato l'area della sezione moltiplicando il diametro per 2 e per 3,14 ... Come se lo 0,25 fosse il raggio...
Pertanto tutti i valori erano doppi
Scusate per la niubbagine!
Seguendo il tou ragionamento, Ora non mi resta da capire da che valore di resistenza partire. E' sbagliato voler stare bassi col numero di spire con lo 0,25? Intendo 3 o 4 spire massimo.. In questo modo riduco di parecchio l'occorrenza degli hot spot.
Ps. Contando che prediligo aroma e fumosità e non mi interessa dell'hit, avrei miglioramenti passando al kanthal 0,20?
Quella del diametro l'avevo capita ma non mi sembrava "carino" infierire...
Però mi vai ad insistere.... per avere la superficie disperdente totale da cui poi puoi calcolare i watt/mm
2 non è "l'area della sezione" quella che devi calcolare ma
la circonferenza (o il perimetro se si tratta di ribbon).
Andando però oltre la matematica, stare bassi con il numero di spire non è né giusto né sbagliato in sé, ...dipende...
In primo luogo non è esatto che un basso numero di spire limita l'occorrenza di hot-spot. Gli hot-spot si creano dove non c'è sufficiente contatto del resistivo con il liquido e, per questo, non c'è suffiente dispersione termica ed il filo finisce con l'arroventarsi. Questo però non dipende dal numero di spire, dipende piuttosto o da spezzoni troppo lunghi tra le spire ed i contatti (dove infatti si genera la maggior parte degli hot-spot, soprattutto sui genesis), o da parti delle spire non ben avvolte che lasciano "luce" tra la spira stessa e la wick (cotone, mesh o quant'altro) o, al contrario, da spire troppo strette sulla wick (mesh, cotone, ...) che la strozzano sino a rendere difficoltoso l'afflusso del liquido alle parti interne. Gli hot-spot, quindi, derivano, principalmente se non esclusivamente, da difetti costruttivi, non dal numero di spire in se. (Piccolo inciso: se così fosse sai che casini con le micro-coil!)
Tu utilizzi un genesis (l'AGA T2) piuttosto rognoso da settare per evitare gli hot-spot sul positivo perché la torretta è piuttosto distante dal foro di pescaggio. Per questo molti cercano di flettere la mesh per avvicinarla il più possibile alla torretta; nel tuo caso, usando una rope che è più rigida, l'operazione è anche più difficile che non con la sola mesh. Quando avevo provato l'AGA (ora non lo uso praticamente più) mi ero convinto, al contrario di quanto pare sia successo a te, che con una spira (o due) in più arrivavo più in alto ad avvolgere il filo e che questo, nel percoso verso il pin, restava più perpendicolare rispetto all'asse della mesh, così che sia diminuiva la distanza tra l'ultima spira ed il pin, sia era più agevole (e stabile) flettere la parte superiore verso il pin stesso per dininuire ancor più lo spezzone non a contatto.
Se, come dici, prediligi la fumosità e l'aroma quello che dovresti cercare è una superficie disperdente ragionevolmente ampia (quindi un resistivo abbastanza lungo) da settare con valori di watt/mm
2 non estremi (lo 0,30 va bene) così da poter sviluppare molto vapore a temperatura abbastanza bassa da preservare al massimo l'aroma.
Messa così e considerato quello che molto giustamente ti ha sottolineato @merlino64 circa le possibilità tecniche del tuo device, ossia che, in pratica, non può scendere, almeno a piena carica, sotto i 4 volt, con il resistivo da 0,25 dovrai fare una coil da
almeno 1,4/1,5 Ω (lunghezza del filo tra i 5 ed i 5,5 cm), con quello da 0,20 la coi dovrà essere da
almeno 1,9/2,0 Ω (lunghezza del filo tra i 4,4 ed i 4,7 cm). Ribadito che per migliorare fumosità ed aroma una maggior superficie disperdente non guasta, forse tra i due, per le tue richieste, resta ancora più opportuno l'utilizzo dello 0,25 (stando magari attento ad evitare le più comuni cause di hot-spot che ti ho indicato sopra...).
Detto questo devo anche dirti che il mio AGA non l'ho mai settato con lo 0,25 ma solo con 0,20/0,22 o ribbon 0,3x0,1 e, per questo, la dissertazione sopra se ha valore terorico non è supportata da prova pratica, almeno non da parte mia...
Ciao!
Grazie mille per l'aiuto!
In realtà mi sto vergognando tantissimo, oltre che per il calcolo sbagliato, anche per l'aver confuso (fortunatamente solo a livello letterario e non matematico) l'area con la circonferenza. Anni di studio buttati ... devo tornare alle elementari
In realtà fumo con un Origen Genesis, sul quale ho trovato soddisfazione con setup fatti a caso e uso l'aga solo come atom di test per imparare ad ottenere dei risultati con cognizione di causa e non solo con tentativi.
Ho risolto il problema degli hotspot sul positivo con una semplice rondella e, a parte in fase di setup, riesco a mantenere la resistenza priva di dei maledetti durante la fase di svapo.
ho ordinato vari tipi di filo tra cui il 0,20 e il 0,30. Proverò il setup da te consigliato con il filo più spesso. Pertanto, correggimi se sbaglio, mi converrà fare una
resistenza di 1,0 ohm col 0,30 da svapare intorno ai 15 Watt..
Ne approfitto della tua gentilezza per un ulteriore domanda: l'origen mi consente di montare sia un cavo/mesh da 2 mm che da 2,5 mm. A livello teorico quale mi garantisce un maggior apporto di liquido e si comporta meglio sia a livello di aroma che di fumosità?
gionnicammello ha scritto: ... CUT ...
In realtà fumo con un Origen Genesis,
... CUT ....
Ma allora insistiamo!!!!
FUMO???
Scherzi a parte,
giusta la scelta della rondella.
Giustissima la voglia di fare prove.
L'opzione di utilizzare lo 0,30 con 1 Ω di resistenza ti fa utilizzare poco più di 5 cm (5,1) di filo.
La maggior superficie laterale però la sfrutti poco con la mesh dove resta più sottile l'impronta del filo essendo questa molto più rigida di wick o cotone.
Per questo non sono così sicuro che ti deriverà un grosso vantaggio da questo setup.
Non posso dire con certezza perchè, come ti ho detto sopra, ho sperimentato solo con wire sino a 0,22.
Credo però che possa valere la pena provare, al limite dovrai ridurre un po' il wattaggio: essendo "spesso" può darsi che la parte esterna non resti bagnata e tenda a surriscaldarsi.
Con i genesis infatti avevo trovato dei buoni setup con il ribbon, sottile e con un'ampia superficie di contatto.
Per quanto concerne la rope, va detto che l'apporto di liquido dipende dalla capillarità e la scelta, a mio avviso, va fatta tenedo presente la fluidità del liquido utilizzato.
con liquidi "normali" meglio, per me, la "7x19".
Avendo lo stesso numero di fili, in quella da 2 mm saranno più sottili, e saranno, a loro volta, più sottili i "canaletti" che si formano tra un filo e l'altro.
Da ciò discende che la rope da 2 mm sarà adatta a liquidi più fluidi, mentre quella da 2,5 a liquidi che lo siano meno.
Un po' lo stesso principio della mesh: più è fine più è adatta a liquidi fluidi e viceversa.
Ciao!
Grazie mille ! Molto gentile

comunque uso liquidi 50% PG e 50% VG senza acqua e con 7mg/ml di nicotina.
Non so dirti se sono più o meno fluidi di altri
Ordinerò anche il ribbon 0,3*0,1 allora ... almeno chiudo il cerchio con le prove ..
50% - 50% è una miscela già un pochino meno fluida della norma, ove per "norma" si consideri la "base standard" che è:
50 PG - 40 VG - 10 H2O.
Come rope, a questo punto, partirei con la 2,5 mm ... tanto per fare altre prove, avendo il materiale a disposizione c'è sempre tempo...
Ciao!
Ottimo lavoro. Tornando al semplice mi imbatto nel seguente paradosso.
Se ho un atomizzatore VV, per semplicità lo schematizziamo come un circuito costituito da un generatore (batteria), un potenziometro, ed una resistenza (atom).
La resistenza è fissata diciamo 2,1 Ohm. Anche il generatore è fissato, poiché eroga Volt a 3,7. L'unico a variare è quindi la intensità di corrente e quindi la potenza e il calore.
Intanto non capisco come fa il potenziometro a posizionarsi su voltaggi superiori ai 3,7 della batteria. In realtà lo fa, teoricamente arriva fino a 6 Volt. Ipotizzo che in realtà la batteria continui ad erogare i suoi 3,7 Volt, ma aumenti l'intensità di corrente, come dire che la regolazione del voltaggio è in realtà una regolazione di corrente.
Anche la potenza in realtà non fa che regolare la corrente, ma poiché in funzione della corrente è la radice quadrata diciamo che un raddoppio della potenza, supponiamo da 4 a 8 produce una variazione di corrente da 2 a 2,8. mentre un raddoppio del voltaggio raddoppia la corrente e quindi quadruplica la potenza.
Però se la potenza è fissata supponiamo su 4 (che suppongo siano 4 Watt)
variare il voltaggio implica variare la potenza... Boh.
In realtà, sperimentalmente, credo che potenza e voltaggio non facciamo altro che variare l'intensità di corrente. Il voltaggio agisce in maniera direttamente proporzionale alla corrente (e quindi quadraticamente alla potenza) e per questo per variazioni decise si usa variare il voltaggio. La potenza invece è una sorta di regolazione "fine".
Tenendo fisso il valore di voltaggio, teoricamente a quello della batteria, si dovrebbe agire sul regolatore di potenza per mettere a punto la resa in termini di vapore.
svaspossatto: la tua semplificazione in "generatore, potenziometro" non è corretta, il circuito ha un alimentatore "step up" che altro non è che un alternatore + trasformatore + raddrizzatore
Questo consente l'innalzamento della tensione rispetto a quella fornita dalla batteria.
La potenza erogata dalla batteria sarà quella assorbita dalla resistenza più quella assorbita dal circuito variatore.
Sbagliati tutti e due, così ad occhio.
Dopo la batteria dovrebbero esserci un elevatore di tensione e un generatore PWM con relativo circuito di controllo.
L'uscita è un segnale alternato con forma d'onda rettangolare, ma diciamo che a noi interessa poco: quello che il BB ci indica (tensione o potenza che sia) è sempre relativo ai
valori efficaci (*), vale a dire a
valori che hanno lo stesso effetto sul carico di una corrente continua.
Quindi per quello che interessa a noi lo schema è semplicemente un generatore con attaccato un carico, a cui si applicano la Legge di Ohm (V=R*I), la Legge di Joule (P=V*I) e le relative formule derivate. Non complichiamoci la vita.
(*) Non ricordo quale BB consente di scegliere tra valori "RMS" e "mean": l'opzione da scegliere è "RMS", che indica i valori efficaci, vale a dire la radice quadrata della media dei quadrati dei valori istantanei (da cui Root Mean Square, RMS), altrimenti sballiamo tutti i nostri concetti. La Legge di Ohm non si applica ai valori "medi" di un segnale alternato.

SteamRoby ha scritto: Non ricordo quale BB consente di scegliere tra valori "RMS" e "mean"
il Vamo V2
Un saluto affettuoso aì teorici dello svapo

nacho76 ha scritto: Un saluto affettuoso aì teorici dello svapo
Un saluto anche a Lei, maestro di tutti i "teorici".... e poi .... vai di smanettamenti vari!
Dietro ad un teorico c'è sempre un praticone (anche se, qualche volta, da strapazzo... come quello che vedo sempre allo specchio)
Ciao!
nacho, ben ritrovato!
La teoria è preziosa, se aiuta a gestire meglio la pratica e a godersi di più e più facilmente la vita. E come vedi, il vostro lavoro continua a rendere la vita più semplice a molti.

Ok, la mia era una semplificazione massima, che poi ricorre alle 2 semplici leggi, Ohm e Joule.
Comunque funziona. Ho fatto varie prove sul VTR, e il voltaggio è una regolazione che aumenta al quadrato la potenza, mentre la potenza aumenta linearmente , ovvio.
Quindi ho tenuto i Volt fissi al minimo consentito, e ho agito sulla potenza.
Forse è un caso, forse non è corretto comunque la regolazione è migliore, e devo dire che ho trovato un giusto equilibrio sul VTR, tanto che non lo cambio più.
Ad esempio adesso la resistenza rilevata è 1.6 Ohm, Volt = 3.0 (il minimo) e Potenza = 7.0
Aumentare troppo la potenza, significa secondo me, "bruciare" l'aroma, oppure surriscaldare la resistenza, il che è lo stesso.
Troppa poca potenza ovviamente poco vapore e poco aroma. etc
Mi spieghi come fai ad avere 1,6 Ohm, 3 V e 7 W?
P = V
2/R = 3
2/1,6 = 5,6 W
[spoiler]che vuole anche dire:
I = V/R = 3/1,6 = 1,875 A
P = V * I = 3 * 1,875 = 5,6 W
[/spoiler]
oppure
V = radq (P*R) = radq (7*1,6) = 3,3 V
Ribadisco: falla semplice e non complicarti la vita.
Tra l'altro, occhio: tensioni, correnti e potenze non possono essere impostati indipendentemente una dall'altra, altrimenti la Legge di Ohm e la Legge di Joule vanno a farsi friggere.

difatti , a rigor di termini, non è possibile. la regolazione è puramente empirica.
E' tutto da vedere ad esempio, se i volt indicati siano reali, la resistenza etc. Il potenziometro per sua natura ha una resistenza variabile interna, quindi la faccenda non è chiara. Sono sicuro solo di una cosa:
la batteria e sue caratteristiche, quindi voltaggio (3.7 V) e i mAh (2500) del generatore, e la resistenza atom ( la dò per buona) quella dichiarata è 1.5 Ohm, quindi realisticamente vicina a quella che mi dà il display: 1.6
(se poi il circuito potenziometro è anche un "innalzatore di tensione", con trasformatore e raddrizzatore, chiaramente la cosa è ancora più complicata e dovremmo sederci a tavolino con lo schema del circuito)
PS
potrebbe sembrare una questione accademica e poco interessante, ma io mi ci diverto, voglio capire fino infondo come sono fatte le cose
svaspossatto ha scritto: Ok, la mia era una semplificazione massima, che poi ricorre alle 2 semplici leggi, Ohm e Joule.
Comunque funziona. Ho fatto varie prove sul VTR, e il voltaggio è una regolazione che aumenta al quadrato la potenza, mentre la potenza aumenta linearmente , ovvio.
Quindi ho tenuto i Volt fissi al minimo consentito, e ho agito sulla potenza.
Forse è un caso, forse non è corretto comunque la regolazione è migliore, e devo dire che ho trovato un giusto equilibrio sul VTR, tanto che non lo cambio più.
Ad esempio adesso la resistenza rilevata è 1.6 Ohm, Volt = 3.0 (il minimo) e Potenza = 7.0
Aumentare troppo la potenza, significa secondo me, "bruciare" l'aroma, oppure surriscaldare la resistenza, il che è lo stesso.
Troppa poca potenza ovviamente poco vapore e poco aroma. etc
non mi addentro in calcoli matematici, perchè non è il mio campo.
da semplice svapatore ho sempre saputo che il vtr, come l'mvp, come il semovar o qualsiasi altro bb elettronico, lo puoi regolare a watt o volts (escluso il provari, che è solo volts).
se regoli i volts, escludi la regolazione in watt e viceversa.
se imposti 7 watt, svaperai a 7 watt con qualsiasi resistenza. se imposti a 3 volts con res a 1,6ohm svaperai a 5,6 watt.
questo, molto semplicisticamente, è quello che ho sempre saputo. se poi le cose sono nel frattempo cambiate, è bene saperlo.
grosso modo è così. Credo comunque (mia personale convinzione) che il circuito di regolazione sia un semplice potenziometro a resistenza variabile (ed è la regolazione di questa che evidentemnte consente di regolare i Volts effettivi sulla resistenza fissa che è l'atom)
Non credo che ci sia un "innalzatore di tensione" perché i circuiti in tal caso diventano complessi e i costi salirebbero senza vantaggi particolari.
Qui sono in gioco piccole tensioni, piccoli voltaggi e piccole resistenze e mA. Sicuramente nel circuito ci sono alcuni regolatori per il led, le letture, le protezioni per eccesso di corrente o qualcosa del genere. Ma escludo che si arrivi per così poco ad un trasformatore ad un raddrizzatore di onde quadre etc IMHO
svaspossatto ha scritto: difatti , a rigor di termini, non è possibile. la regolazione è puramente empirica.
E' tutto da vedere ad esempio, se i volt indicati siano reali, la resistenza etc. Il potenziometro per sua natura ha una resistenza variabile interna, quindi la faccenda non è chiara. Sono sicuro solo di una cosa:
la batteria e sue caratteristiche, quindi voltaggio (3.7 V) e i mAh (2500) del generatore, e la resistenza atom ( la dò per buona) quella dichiarata è 1.5 Ohm, quindi realisticamente vicina a quella che mi dà il display: 1.6
(se poi il circuito potenziometro è anche un "innalzatore di tensione", con trasformatore e raddrizzatore, chiaramente la cosa è ancora più complicata e dovremmo sederci a tavolino con lo schema del circuito)
PS
potrebbe sembrare una questione accademica e poco interessante, ma io mi ci diverto, voglio capire fino infondo come sono fatte le cose
Abbi pazienza: ti stai ingrovigliando e non ne vieni fuori.
Dammi retta: non ti preoccupare di cosa c'è nel circuito del BB, per te è complicato, accettalo per fede. Qualunque cosa ci sia dentro, per te è una cosa che ti permette di impostare una tensione fissa o una potenza fissa. Stop.
Se imposti la tensione hai:
P = V * I = V
2 / R
Se imposti la potenza hai... non importa cosa, perché tu sai già che per una data superficie del filo resistivo e un certo valore di W/mm
2 ti serve quella potenza che hai impostato.
Per saperne di più... leggi quello che ho già scritto, o cerca sul forum che se ne è già parlato, o apri un nuovo thread, che qui saremmo OT.

SteamRoby ha scritto:
Abbi pazienza: ti stai ingrovigliando e non ne vieni fuori.
Dammi retta: non ti preoccupare di cosa c'è nel circuito del BB, per te è complicato, accettalo per fede. Qualunque cosa ci sia dentro, per te è una cosa che ti permette di impostare una tensione fissa o una potenza fissa. Stop.
Se imposti la tensione hai:
P = V * I = V2 / R
Se imposti la potenza hai... non importa cosa, perché tu sai già che per una data superficie del filo resistivo e un certo valore di W/mm2 ti serve quella potenza che hai impostato.
Per saperne di più... leggi quello che ho già scritto, o cerca sul forum che se ne è già parlato, o apri un nuovo thread, che qui saremmo OT.
stiamo parlando di parametri di regolazione no? quindi mi pare che il thread sia tutt'altro che OT.
Guarda che io la sto facendo che più semplice non si può.
Ho schematizzato al massimo. per me (almeno sul VTR) la regolazione è un potenziometro (nulla di più semplice), cioè un circuito costituito da:
generatore di tensione (batteria), resistenza variabile (ghiera di regolazione) e resistenza fissa (atom).
Tutto qui. Le leggi che si applicano sono legge di Ohm e legge di Joule.
Mi sembra di aver ridotto il problema ai minimi termini.
(se il chip del VTR è in realtà un circuito più complicato dotato di trasformatore innalzatore di tensione, raddrizzatore di onde quadre, ma ne dubito, bisognerebbe avere lo schema esatto del circuito)
svaspossatto ha scritto: Ok, la mia era una semplificazione massima, che poi ricorre alle 2 semplici leggi, Ohm e Joule.
Comunque funziona. Ho fatto varie prove sul VTR, e il voltaggio è una regolazione che aumenta al quadrato la potenza, mentre la potenza aumenta linearmente , ovvio.
Quindi ho tenuto i Volt fissi al minimo consentito, e ho agito sulla potenza.
Forse è un caso, forse non è corretto comunque la regolazione è migliore, e devo dire che ho trovato un giusto equilibrio sul VTR, tanto che non lo cambio più.
Ad esempio adesso la resistenza rilevata è 1.6 Ohm, Volt = 3.0 (il minimo) e Potenza = 7.0
Aumentare troppo la potenza, significa secondo me, "bruciare" l'aroma, oppure surriscaldare la resistenza, il che è lo stesso.
Troppa poca potenza ovviamente poco vapore e poco aroma. etc
Nel tuo ragionamento c'è un problema:
quello che varia in un BB elettronico è solo e soltanto la differenza di potenziale tra i due poli, ossia la tensione, quella che si misura in volt (e nopn potrebbe essere diverso). Questo vale sia che la regolazione si effettui in vari-volt che quando lavori in vari-watt.
Quando regoli i watt, il circuito, semplicemente, letto il valore della resistenza regolerà di conseguenza la tensione (volt) da applicare alla coil.
I watt sono solo e soltanto una conseguenza di una differenza di potenziale applicata su una resistenza.
I watt, proprio in quanto "conseguenza", non sono una grandezza autonoma, regolabile separatamente dagli altri parametri. Per avere un dato numero di watt in una coil dovrai necessariamente applicare ai capi della resistenza una determinata differenza di potenziale (tensione o voltaggio come preferisci chiamarla). Senza quella specifica tensione non avrai mai quella potenza.
Anche se, in un primo tempo, regoli i volt al minimo, quando poi cambi sistema di regolazione e passi ai watt, al loro aumento il circuito produrrà un adeguato incremento dei volt, tale da generare, con quella resistenza, la potenza richiesta.
In conclusione quindi, come ti hanno già detto e ribadito, in nessun caso potrai svapare con 1,6 ohm, 3 volt e 7 watt.
Ciao!
svaspossatto ha scritto:
stiamo parlando di parametri di regolazione no? quindi mi pare che il thread sia tutt'altro che OT.
Guarda che io la sto facendo che più semplice non si può.
Ho schematizzato al massimo. per me (almeno sul VTR) la regolazione è un potenziometro (nulla di più semplice), cioè un circuito costituito da:
generatore di tensione (batteria), resistenza variabile (ghiera di regolazione) e resistenza fissa (atom).
Tutto qui. Le leggi che si applicano sono legge di Ohm e legge di Joule.
Mi sembra di aver ridotto il problema ai minimi termini.
(se il chip del VTR è in realtà un circuito più complicato dotato di trasformatore innalzatore di tensione, raddrizzatore di onde quadre, ma ne dubito, bisognerebbe avere lo schema esatto del circuito)
Appunto, parliamo dei parametri, di come impostare il BB elettronico, o di come costruire una resistenza adeguata ad un meccanico, lasciamo stare quello che ci sta dentro ad un BB VV/VW, e come funziona.
Farla semplice vuol dire fare come ti ho detto, considera che dal tuo BB esce quella tensione o quella potenza, lascia stare cosa c'è dietro.
[spoiler]
Comunque, per notizia: un
potenziometro non è un circuito, è un componente, una particolare versione di resistore, e dentro non può esserci quello che dici; non sai che cosa "esce", dal VTR, come puoi preoccuparti di com'è fatto?; ci
deve essere un elevatore di tensione (ma non un trasformatore), altrimenti non potrebbe dare più della tensione di batteria; fai bene a dubitare che ci sia un "raddrizzatore di onde quadre"

perché non avrebbe senso: l'uscita è proprio un'onda rettangolare, se no che PWM sarebbe? (ricordi cosa ho scritto a proposito di
tensione efficace?).
[/spoiler]
@DrGi: è proprio il concetto che volevo passare.

Solo per la precisione: sostituirei "differenza di potenziale" con "tensione", proprio perché essendo un'uscita PWM la DdP è fissa in ampiezza e variabile nel tempo, e in fin dei conti quello che ci interessa è proprio solo la tensione (efficace).

SteamRoby ha scritto: ... CUT ....
@DrGi: è proprio il concetto che volevo passare.
Solo per la precisione: sostituirei "differenza di potenziale" con "tensione", proprio perché essendo un'uscita PWM la DdP è fissa in ampiezza e variabile nel tempo, e in fin dei conti quello che ci interessa è proprio solo la tensione (efficace).
Era solo una semplificazione su un circuito a "corrente continua" di base ove la tensione e la differenza di potenziale sono sinonimi...
Volevo prescindere dall'onda quadra e da concettualizzazioni legate alla circuitazione proprio per meglio focalizzare il concetto: per la definizione della potenza in sé (indipendentemente dalla "resa") le variabili "concrete", a prescindere dal modo e dalla causa per cui possano variare, sono solo 2: resistenza e tensione.
Poi stavo solo riscontrando l'insostenibilità dell'affermazione circa il "tenere fissi i volt e la resistenza e variare la potenza", non il resto.
Volendo si potrebbe sindacare anche sul concetto che la regolazione della tensione sia gestita da un "potenziometro" (o resistenza variabile) cosa possibile solo (e con eccessive perdite di efficienza) se si trattasse di circuitazioni step-down, di certo non applicabile a device step-up... ma qui si va veramente, come hai giustamente evidenziato, OT, parlando di come funziona un circuito di BB elettronico nel regolare i parametri anziché di come regolare i parametri per ottenere una resa ottimale delle coil.
Ciao!
a parte il fatto che "tensione" e "differenza di potenziale" sono la stessa cosa, con la sfumatura che "differenza di potenziale" si applica in generale, anche l'acqua ad una certa altezza è ad una "differenza di potenziale" rispetto alla base.
Indicativamente "differenza di potenziale", al contrario, è più precisa, perché con "tensione" (che comunque è equivalente) si indica generalmente la tensione del generatore di corrente. Ma la differenza di potenziale ai capi di una resistenza può essere differente dalla "tensione" del generatore, altrimenti come farebbe a variare? (il fatto che sia maggiore lo si può spiegare banalmente con la legge di Ohm, I= VR, se la resistenza è fissa e passa un'adeguata intensità di corrente I la V (la differenza di potenziale ai capi della resistenza può essere > della V (tensione nominale del generatore), chiaramente questo "succhia" maggiore corrente per unità di tempo dal generatore , per cui la batteria si scarica più veolcemente.
Che il potenziometro non sia un circuito o un insieme di circuiti....


(il fatto che è un componente è vero, nel senso fisico del termine, ma il componente potenziometro
è è equivalente ad , o schematizzabile con un circuito o più circuiti--> vedi wikipedia...
Sai qual'è la verità? Che a me della resa aromatica non me ne importa un fico secco. Sinceramente trovo più interessante la circuitazione di un PWM, di tutto il resto , provari magu e mago e kaifun e taifun e rebecca e bebecca sai che ti dico? Che con 5€ mi compro un buon rosso al supermercato e mi bevo un bicchiere di vino, ha molta più resa aromatica...
Per non parlare di quei soggetti che fanno i video su come si fanno le resistenze tipo quel barbuto che dopo che con un tagliaunghie ha fatto le "microcoil", si monta quella specie di tubo e comincia una fumera che gli esce pure dalle orecchie ah ah, se non da altri buchi... ah ah
tutto molto interessante. Sapete come ho deciso? Avevo fatto un ordine di un magoo + provari, costo sui 185 euro circa.Ho disdetto l'ordine e mi sono detto: con 5 euro mi compro una bottiglia di vino tavernello al supermercato, e la resa aromatica... bè basta svitare il tappo della bottiglia!!
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Bel lavoro nacho, rimandando a questo tuo post si possono chiudere tantissime inutili discussioni (subohm in primis...). La base è questa, né più né meno.
DrGi ha scritto:
Poi stavo solo riscontrando l'insostenibilità dell'affermazione circa il "tenere fissi i volt e la resistenza e variare la potenza", non il resto.
Ciao!
il che è perfettamente sostenibile a patto di leggere: " tenere fissa la scala dei volt e variare solo quella della potenza"
Cosa che io non solo "sostengo" ma "faccio" in pratica...
Ciao
ho letto l'articolo ed ecco che mi si spiegano un sacco di cose sul comportamento delle coil che prima non capivo! Soprattutto da quando son passato al meccanico!
Ti faccio una domanda,
ho guardato le tabelle e poi, visto che dicevi comunque di controllare i dati del produttore dei resistivi, son andato a vedere sul sito dove ho acquistato i miei resistivi (the vape mesh Company) e ho visto le seguenti discrepanze tra dati produttore e dati tabella:kantal A1 da 0.3: produttore 20.32 ohm tabella 20.5
Ribon Kantal 0.3x1 sito 48.42 ohm tabella 46.33
ribon 0.4x1 sito 37.06
tabella 34.75
Domandona...
date le piccole discrepanze, si possono tener buoni i valori della tabella o la differenza è troppo grande e bisogna quindi rifarsi i conti??? In quest'ultimo caso quale sarqbbe la formula? ( so che le hai scritte tutte ma in fisica e matematica mi perdo via!)
grazie gii
Gii ha scritto:
Domandona...
date le piccole discrepanze, si possono tener buoni i valori della tabella o la differenza è troppo grande e bisogna quindi rifarsi i conti??? In quest'ultimo caso quale sarqbbe la formula? ( so che le hai scritte tutte ma in fisica e matematica mi perdo via!)
grazie gii
La resistività lineare (ohm/m) è data dalla superficie della sezione del filo moltiplicata per la resistività del materiale (ohm x mm2/m).
Nel caso di fili a sezione circolare le differenze secondo me sono irrilevanti....
Nel caso di fili ribbon ci sono anche qui lievi differenze dovute al fatto che la sezione del filo non è perfettamente rettangolare.
Questo perché, per come vengono costruiti, i fili ribbon presentano una sezione rettangolare con angoli leggermente smussati.
Per un calcolo preciso e spaccato della resistività lineare occorrerebbe correggere la superficie della sezione del filo ribbon mediante dei coefficienti minori dell'unità (<1).
Anche qui secondo me le differenze sono irrilevanti, tuttavia se vuoi la formula per il calcolo della corrente la trovi nella slide 7.
Mi spiace ma i conti con la formula della slide 7, applicati ad una sezione rettangolare non li so fare... poi le frazioni sotto radice.... azzz son 20 anni che non sviluppo algebra... ma ad occhio il valire si discosta di più solo per il tipo di sezione non più circolare, ma a conti fatti non dovremmo essere lontani! A questo punto dai dati oer un meccanico e quindi ragionando sui 3.7 v costanti è meglio un ribon 4x1 che un ribon 3x1??
Gii ha scritto: Mi spiace ma i conti con la formula della slide 7, applicati ad una sezione rettangolare non li so fare... poi le frazioni sotto radice.... azzz son 20 anni che non sviluppo algebra... ma ad occhio il valire si discosta di più solo per il tipo di sezione non più circolare, ma a conti fatti non dovremmo essere lontani! A questo punto dai dati oer un meccanico e quindi ragionando sui 3.7 v costanti è meglio un ribon 4x1 che un ribon 3x1??
Mi rendo conto che i calcoli possono risultare complicati....
Tuttavia a pagina 3 del topic è spiegato un metodo grafico per ottenere gli stessi valori che si ottengono dalla formula. Con questo metodo non devi fare conti difficili.
Sempre nella stessa pagina viene spiegato come applicare il metodo grafico a fili a sezione rettangolare.
Per quanto riguarda la tua domanda, ammesso che tu intenda rispettivamente ribbon 0.3x0.1 e ribbon 0.4x0.1, la mi a risposta è dipende....nel senso che con entrambi i fili devi fare un numero di spire adeguato per ottenere una resistenza (ohm) in grado di scaldarsi bene a 3.6-3.7volt.
Se ad esempio usiamo un genesis con buon apporto di liquido, dalle tabelle del kanthalA ribbon si deduce che per svapare con un meccanico conviene fare resistenze da circa 1.5ohm per un ribbon 0.3x0.1 e resistenze più basse da circa 1.1ohm per il ribbon 0.4x0.1.
Quasi sicuramente nella seconda configurazione la produzione di vapore sarà maggiore (per via del filo più largo) e la durata della pila sarà inferiore (per via della resistenza più bassa).

Grazie!!! Ora mi è tutto più chiaro e logico!!!!!
Gii ha scritto: Grazie!!! Ora mi è tutto più chiaro e logico!!!!!
Figurati, pigia sul tasto grazie e siamo a posto
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Mi son messo a fare un po di conti col grafico... e ho capito come mai una configurazione sapeva sempre di bruciato! Alimentavo con meccanico a 3.7 una res con ribon 0.3x0.1 da 0.8 ohm che in realtà vorrebbe 1.76 v su genesis!!! Da ora in poi basta consigli presi a caso da amici tipo " ma va sui meccanici sempre resistenze sotto 1!!!" Da adesso in poi solo i grafici di nacho e la calcolatrice!!!
Per calcolarmi a fine conti, col valore ottenuto dal grafico il valore in ohm della resistenza da fare sapendo invece a quanti V voglio farla andare, esempio 3.7 (bb meccanico) basta fare 3.7 diviso il valore ottenuto dal grafico per ottenere gli ohm a cui va fatta la resistenza con quel filo giusto???
Mentre non capisco il discorso consumo batteria, più la resistenza è bassa e più si consumano in fretta??
bravo gii


purtroppo ritengo che quello che tu hai appena detto è arabo per tanti svapatori,in tanti sono convinti che fare una coil in sub ohm significa solo grandi prestazioni indipendentemente da come la si fa'.leggo spesso di res.a 0,8 ohm fatte con del filo di 0,20 sul meccanico e dicono che va'benissimo.mha

piu'la resistenza è bassa e piu'si scarica la batteria è perchè in base alla formula i=v/r a parita'di volt piu'abbassi la resistenza e piu'hai richiesta di ampere dalla batteria,per fare un paragone con l'idraulica:se hai un serbatoio d'acqua in pressione a 4 atmosfere e lo vuoi scaricare con un tubo da mezzo pollice piu'è corto il tubo(la resistenza)e prima si svuota,piu'è lungo e piu'tempo ci mette.in ultima cosa per sapere di quanto fare una res.sapendo i volt che hai a disposizione e il tipo di filo quindi il valore degli ampere per ottenere per es.0,30 w/mm2 basta che dividi volt/ampere del filo e ottieni il valore della res.
grazie del grazie nacho,

io qui sono un tuo allievo,ho visto che eri off line e mi sono permesso di dire la mia.se hai altro da aggiungere seguo con interesse anche io.

Niente da aggiungere....per il momento

Buone svapate

ora pero'caro nacho do'anche un altro punto di riflessione.abbiamo fatto una prova usando un BB meccanico e uno di quei volt tester da inserire fra il BB e l'atom e piu'è bassa la res.e piu calano i volt che realmente arrivano all'atom.con una res.da 0,8ohm e una sony vtc4 la perdita a batteria carica era di circa 0,5 volt e segnava sui 3,6 volt ,quindi in realta'dovremmo considerare che usando quel tipo di BB la tensione che arriva all'atom non è mai quella del valore di carica della batteria
merlino64 ha scritto: ora pero'caro nacho do'anche un altro punto di riflessione.abbiamo fatto una prova usando un BB meccanico e uno di quei volt tester da inserire fra il BB e l'atom e piu'è bassa la res.e piu calano i volt che realmente arrivano all'atom.con una res.da 0,8ohm e una sony vtc4 la perdita a batteria carica era di circa 0,5 volt e segnava sui 3,6 volt ,quindi in realta'dovremmo considerare che usando quel tipo di BB la tensione che arriva all'atom non è mai quella del valore di carica della batteria
yes sir, quel fenomeno è il "voltage drop".
Sulle coil da 1 ohm, con pila a piena carica e BB meccanici decenti solitamente il calo è di circa 0.3-0.4ohm, quindi ciò che hai misurato è plausibile e variabile in funzione delle resistenze passive (tubo, contatti, etc...).
Anche se questi sono discorsi da BB meccanico (qui parliamo di parametri di regolazione di BB elettronici) la tua è una giusta precisazione per quel che riguarda la resa del sistema
Inoltre mi preme ribadire che il metodo proposto in questo topic, serve per dare una guida nella rigenerazione degli atom in modo da non rompersi la testa nel fare 2'000 prove cambiando fili e numero di spire. Se si ha la pazienza di progettare a tavolino la coil consultando le tabelle, si risparmiano un sacco di tentativi e bestemmie.
Poi con l'esperienza diventa tutto automatico...
Sugli atom che possiedo utilizzo uno specifico setup per ciascuno di essi e oramai quando rifaccio la resistenza a volte neppure vado a leggere gli "ohm"...Tanto sono sempre 1.5ohm sul kayfun, 0.9ohm sul BF99, 0.9ohm su RSST, 1.0ohm sul magma e via discorrendo....
Svapo con BB elettronici (rigorosamente provvisti di step-down!!!!) e mi regolo di conseguenza. Sto sempre tra i 10watt col kayfun, e 13 con gli atri. Mi bastano e sono ampiamente soddisfatto così

domandina agli esperti riferita al tipo di resistenza descritta qui
http://www.esigblog.com/its-the-kayfun-v4-time/
vedendo questa reecensione vorrei farvi una domanda(anzi 2):la prima rigenerazione l'ha fatta in microcoil con nichel e ha scritto che dava una res.di 0,26 ohm,essendo non resistivo ci sta'che sia cosi'bassa ,qualcuno sa'dirmi come si comporta questo filo nel farci una micro,diventa incandescente anche lui?e l'altra cosa che non capisco dice che ha fatto un tank a 14,uno a 15 e uno a 16 watt ma con una res.di 0,26 ohm sono rispettivamente 1,9-1,97 e 2,03 volt!!!!!!!

merlino64 ha scritto: domandina agli esperti riferita al tipo di resistenza descritta qui
http://www.esigblog.com/its-the-kayfun-v4-time/
vedendo questa reecensione vorrei farvi una domanda(anzi 2):la prima rigenerazione l'ha fatta in microcoil con nichel e ha scritto che dava una res.di 0,26 ohm,essendo non resistivo ci sta'che sia cosi'bassa ,qualcuno sa'dirmi come si comporta questo filo nel farci una micro,diventa incandescente anche lui?e l'altra cosa che non capisco dice che ha fatto un tank a 14,uno a 15 e uno a 16 watt ma con una res.di 0,26 ohm sono rispettivamente 1,9-1,97 e 2,03 volt!!!!!!!
1)Non ho mai provato questo filo, quindi alla prima domanda non posso risponderti per esperienza diretta.
2) I volt sono quelli e infatti ti serve un circuito come il DNA40 che lavora in step-down su bassissime resistenze..
Tieni però presente che stiamo comunque parlando di circa 8ampere di corrente....non sono pochi anche per un filo così poco resistivo 
grazie nacho,hai sentito o letto nulla in merito a come si comporta una res,fatta con fili con cosi'bassa resistenza(direi che è incluso anche quello al titanio) rispetto a quelli soliti?i vantaggi e o gli svantaggi?
merlino64 ha scritto: grazie nacho,hai sentito o letto nulla in merito a come si comporta una res,fatta con fili con cosi'bassa resistenza(direi che è incluso anche quello al titanio) rispetto a quelli soliti?i vantaggi e o gli svantaggi?
Ho visto tempo fa un video fatto proprio dallo stesso blogger, nel quale descriveva il comportamento della coil fatta con il filo al nikel....
Se non ricordo male è un
video sul DNA40...
Avevo anche visto un video di Busardo che svapava con uno Squape Reloaded e DNA40, con resistenza in nichel...
Non ho approfondito più di tanto il discorso del filo al nichel in quanto non possiedo il DNA40 e non so neppure se mai lo acquisterò...
visto il video,grazie nacho

Ottima discussione, felice di averla trovata!
Quello che mi sorprende è che fino ad ora, su meccanico, utilizzo 0,32 o 0,30 per stare con microcoil intorno a 1 ohm, perché pensavo che al salire degli ohm la batteria non ce l'avrebbe fatta a vaporizzare.
Invece dalle tabelle vedo che, ad esempio, più piccola è la sezione del resistivo e più in alto si può andare con gli ohm e la batteria erogherà e scalderà alla perfezione.
Non solo, ma durerà anche di più.
Non so se ho capito tutto per bene, ma queste informazioni sono l'esatto opposto di quello che mi avevano sempre detto.
criptonotus ha scritto: più piccola è la sezione del resistivo e più in alto si può andare con gli ohm
Si ma...a che pro?
criptonotus ha scritto:
Non so se ho capito tutto per bene, ma queste informazioni sono l'esatto opposto di quello che mi avevano sempre detto.
Se ne sentono tante....
criptonotus ha scritto:
Invece dalle tabelle vedo che, ad esempio, più piccola è la sezione del resistivo e più in alto si può andare con gli ohm e la batteria erogherà e scalderà alla perfezione.
Non solo, ma durerà anche di più.
A parità di spire utilizzando fili man mano più sottili si ottengono per forza di cose resistenze sempre più alte (più il filo è sottile, più è resistivo).
Diciamo che va a gusti e dipende dal sistema che si utilizza...
Volendo svapare con un BB meccanico il discorso si complica perché occorre fare una resistenza in grado di scaldarsi adeguatamente ad un voltaggio medio di circa 3.6volt. Chiaramente la svapata cambierà col calare della batteria.
Praticamente i 2 ohm dello 0,20 sono diversi dai 2 ohm dello 0,32.
Il motivo per farlo è, a mio avviso, la reattività. Fili con sezione maggiore scaldano in più tempo.
Ora capisco perché, ad esempio, con tre giri di 0,25 e 0,80 ohm su Calibre e meccanico l'aroma si perde più che con 5 spire di 0,32 (che stiamo sempre più o meno sui 0,80 ohm).
Quindi dovrei provare ad andare sui 1,5 ohm con lo 0,25 e vedere se l'aroma acquista spessore senza che però la quantità di vapore scenda troppo. In teoria ci vogliono sempre 3,6V, come per uno 0,80 con resistivo 0,32.
Il fatto che la batteria cali di potenza durante la svapata non è un problema per me, anzi, da più di un anno utilizzo solo meccanico proprio per questo.
Grazie ragazzi, è sempre bello imparare!
criptonotus ha scritto: Praticamente i 2 ohm dello 0,20 sono diversi dai 2 ohm dello 0,32
Più che di tempo è questione di corrente e di conseguenza di potenza (o voltaggio) a parità di resistenza. Coin fili più spessi serve più di tutto

@nacho76 volendo fare un discorso molto generale e superficiale, nel senso, senza scendere nei dettagli tecnici, che resistenza e che filo useresti per avere un buon compromesso tra aroma e durata batteria con un meccanico e un atom rta?
Fringe ha scritto: @nacho76 volendo fare un discorso molto generale e superficiale, nel senso, senza scendere nei dettagli tecnici, che resistenza e che filo useresti per avere un buon compromesso tra aroma e durata batteria con un meccanico e un atom rta?
Guarda dipende moltissimo dall'atom (single, dual coil, bottom coil, top coil, etc....) e dal meccanico che usi

Io uso prevalentemente BB elettronici, tuttavia ogni tanto svapo col meccanico e un genesis con coil da 0.9-1ohm fatta con 4 spire di ribbon 0.5x0.1mm. Non è detto che questo setup vada bene con altri atom (ad esempio coi genesis a cup molto ridotto probabilmente darebbe problemi di condensa per via della grande produzione di vapore). Non è detto inoltre che questo setup vada in contro ai tuoi gusti, di sicuro incontra i miei :).
Svapando diversi ml al giorno e con resistenze intorno a 1ohm non mi pongo il problema della durata della pila (18650)....di sicuro una non mi basta

Molto interessante questa discussione sarebbe da farne un bignami.
ma esistono dei fili che non vanno scaldati ? o meglio che attorcigliati a punte di trapano o affini non tornino indietro ? scusate la domanda
Dallo o,25 in su mantengono la forma

polloalvapore ha scritto: Dallo o,25 in su mantengono la forma
a me il Kanthal A da 0,20 si comporta come il Kanthal A da 0,30 
polloalvapore ha scritto: Dallo o,25 in su mantengono la forma
Ma forse non parli di mantenere la forma ma di fare una microcoil senza scaldare il filo per unire le spire?E' impossibile....
Se invece fai spire larghe(la microcoil non è obbligatoria per usare il cotone)rimane in forma anche lo 0,25 e gli passi il cotone dentro senza problemi....
polloalvapore ha scritto: [quote=polloalvapore ]Dallo o,25 in su mantengono la forma
Ma forse non parli di mantenere la forma ma di fare una microcoil senza scaldare il filo per unire le spire?E' impossibile....
Se invece fai spire larghe(la microcoil non è obbligatoria per usare il cotone)rimane in forma anche lo 0,25 e gli passi il cotone dentro senza problemi....
No quello no....so che bisogna scaldare a spire fatte per tenerle ben unite tra loro. Intendevo dire che in alcuni video ho visto che prendono il filo e senza scaldarlo lo attorcigliano e rimane ben teso
Se è un filo spesso deve rimanere bello teso!Quando fai le spire cerca di tirare bene e vedrai che la forma rimane anche se non scaldi il filo!
Logicamente scaldandolo viene meglio ma non è una cosa obbligatoria!Io per esempio non lo scaldo mai....
polloalvapore ha scritto: Se è un filo spesso deve rimanere bello teso!Quando fai le spire cerca di tirare bene e vedrai che la forma rimane anche se non scaldi il filo!
Logicamente scaldandolo viene meglio ma non è una cosa obbligatoria!Io per esempio non lo scaldo mai....
Già provato...con lo 0.20 e lo 0.30 senza scaldarlo mi è venuta una fetecchia perché il diametro interno delle spire si è modificato quel tanto che basta per sballarmi il valore degli ohm
Ciao a tutti. Ho un kay lite plus su provari mini e ho una domanda: dopo aver letto tutto il post ho generato una coil con kanthal 0,20 su punta da 2mm con 6 spire, ottenendo una resistenza da 1,9-2 ohm misurata direttamente sul provari a secco. Ora quando metto il cotone e riempio il serbatoio, misurando di nuovo sempre con la funzone del kay la misura mi scende a 1,7 ohm. E' normale? E se si,qual'è a questo punto il valore attendibile per poter capire così qual è il valore giusto di tensione da applicare sulla base della corrente ideale che mi sono calcolato?
Grazie dell'aiuto.
Nessuno che ha un parere?
luan ha scritto: Nessuno che ha un parere?
Teoricamente il valore non dovrebbe cambiare, forse nell iserire il cotone si 'spostata qulche sipira.'importante e'che il valore della res.non sia ballerino,questo potrebbe essere dovuto ad una estremita'non strinta bene dalla vitina.
Per quanto riguarda il valore di corrente da dare al kantal 0,20 se vuoi stare nel valore di 0,30 watt /mm2 devi calcolare che ci vogliono 2 ampere, quindi con una res.di 1,7 moltiplichi per 2 e ottieni 3,4 volt.
Superglide ha scritto: Già provato...con lo 0.20 e lo 0.30 senza scaldarlo mi è venuta una fetecchia perché il diametro interno delle spire si è modificato quel tanto che basta per sballarmi il valore degli ohm
Ho visto solo ora questo tuo intervento e quindi, innanzitutto, mi scuso per il ritardo con cui ti rispondo. Detto questo....
Il valore della resistenza
non dipende dalla forma o dal diametro delle spire ma solo ed esclusivamente dalla lunghezza dello spezzone di resistivo compreso tri i due contatti.
Il fatto che le spire non abbiano conservato l'esatta forma originale non avrebbe dovuto comportare alcuna variazione della resistenza.
Se ciò è avvenuto, il cambiamento va imputato a cause diverse dalla deformazione della geometria delle spire.
Un ipotesi potrebbe consistere, soprattutto se il valore è aumentato, in un non perfetto contatto del filo con le torrette. Se invece il valore è diminuito, l'ipotesi più probabile è che in un qualche punto si sia creato un contatto tra una spira e l'altra tale da cortocircuitare (anche solo parzialmente) il segmento di resistivo compreso tra i punti di contatto, diminuendo così, di fatto, la lunghezza effettiva del filo che costituisce la coil.
Ciao!
Grazie della risposta Merlino64: no, il valore non è ballerino è solo che quando è misurato a secco, cioé senza cotone e senza presenza di liquido, mi da un valore (2ohm) mentre quando è misurato con tutto quanto, cioé cotone e liquido presente, mi da un valore diverso, più basso (1,7 ohm). Volevo capire se è normale o c'è un problema e volevo capire qual'è il valore attendibile.
Ciao
luan ha scritto: Grazie della risposta Merlino64: no, il valore non è ballerino è solo che quando è misurato a secco, cioé senza cotone e senza presenza di liquido, mi da un valore (2ohm) mentre quando è misurato con tutto quanto, cioé cotone e liquido presente, mi da un valore diverso, più basso (1,7 ohm). Volevo capire se è normale o c'è un problema e volevo capire qual'è il valore attendibile.
Ciao
Secondo me non è affatto normale

nacho76 ha scritto: [quote=luan ]Grazie della risposta Merlino64: no, il valore non è ballerino è solo che quando è misurato a secco, cioé senza cotone e senza presenza di liquido, mi da un valore (2ohm) mentre quando è misurato con tutto quanto, cioé cotone e liquido presente, mi da un valore diverso, più basso (1,7 ohm). Volevo capire se è normale o c'è un problema e volevo capire qual'è il valore attendibile.
Ciao
Secondo me non è affatto normale
Concordo in toto.
Se ti capita una cosa del genere l'ipotesi più probabile è che, inserendo il cotone, mandi in corto una (o più) spire tra loro riducendo, di fatto, la resistenza della coil o che, rimontando l'atom, una delle spire esterne, vada a massa direttamente con la struttura dell'atom.
Ciao!
Ho capito! Quindi pensate che sia il caso di allargare un pò le spire una volta inserito il cotone? Così come prima prova....
luan ha scritto: Ho capito! Quindi pensate che sia il caso di allargare un pò le spire una volta inserito il cotone? Così come prima prova....
Si prova così
Niente, ho provato a rifare la coil con spire belle larghe ma mi da sempre 2 ohm (misurata con il provari) a secco e poi 1,7 ohm (sempre misurata con il provari) dopo che ho mantato tutto e riempito il tank di liquido. Ma non è che il cotone + liquido alterano la misurazione della resitenza del provari?
luan ha scritto: Ma non è che il cotone + liquido alterano la misurazione della resitenza del provari?
Secondo me no.
A questo punto mi viene da pensare che sia un problema di contatto del pin del kayfun Lite Plus

Che faccio, provo a svitare e riavvitare? Certo che è strano però: non l'ho mai toccato e poi è strano anche che la misura cambia con o senza cotone/liquido e, comunque, rimane costante in entrambe i casi...mah!!!
ciao nacho alla fino son riuscito a far funzionare il fogger v4 in single coil con kantal 0.30 e istick 20watt impostata a 9 e va benissimo
che diametro mi consigli di acquistare per fare un tentativo in dual coil utilizzando sempre la stessa batteria?
potrebbe andar bene un 0.16?
meiveder ha scritto: ciao nacho alla fino son riuscito a far funzionare il fogger v4 in single coil con kantal 0.30 e istick 20watt impostata a 9 e va benissimo
che diametro mi consigli di acquistare per fare un tentativo in dual coil utilizzando sempre la stessa batteria?
potrebbe andar bene un 0.16?
Potresti provare con quello

Io salirei sullo 0.20, invece.
d3d33r ha scritto: Io salirei sullo 0.20, invece.
Daje.....
il suo BB da corrente a coil da 1ohm in su, quindi col kanthal 0.20mm dovrebbe fare due coil da 2ohm in su.
Se abbondasse facendo due coil da 2,4ohm il BB leggerebbe 1,2ohm ma gli servirebber oltre 20watt per scaldare a dovere la coil

A questo punto volendo proprio usare quel BB con quell'atom in dualcoil conviene andare su fili piu sottili che richiedono una corrente minore e compatibile con l'elettronica della batterybox.
My 2 Cents
Vi posto questa immagine dite un po' voi

sasa8112 ha scritto: Vi posto questa immagine dite un po' voi

Troppo piccola, non si leggono le misure, sarebbe stato meglio postare il link anzicchè la foto

http://www.reddit.com/r/electronic_cigarette/search?q=Vaping+chart&sort=relevance&t=all
quella tabella è inutile se parliamo di atom rigenerabili perchè non tiene conto del filo che si utilizza

(la mia micro di kanthal A1 0.25 da 2 ohm la spingo a circa 5.1V e ti garantisco che non sono troppi a differenza di quello che dice quella tabella

)
Ciao a tutti, ho appena iniziato a rigenerare (mini rda smok e justfog 1453) e dopo aver studiato approfonditamente questa ed altre discussioni vorrei delle conferme ai miei dubbi:
1) Ho comprato resistivi Kanthal 0,15 e 0,18 da Swapoweb ma non mi hanno saputo dire che tipo è (D, A, A1, Nicrontha80) e la sua resistività lineare (Ohm/m).
E' possibile ricavare la resisività lineare misurando la resistenza (es. 2 Ohm) generata da uno spezzone di filo (es. 5 cm) e facendo poi le proporzioni (20 spezzoni da 5 cm =1 m; 20 x 2 Ohm = 40 Ohm/m). Cosi poi sapendo D e r si puo calcolare la corrente ideale.
2) Vorrei rigenerare justfog 1453 con res-nores da 2,4 ohm comprate da Svapobar (quelle da 2 Ohm erano finite). Mi hanno detto i venditori che è Kanthal A1, D=0,20, r =45 Ohm/m ma dalle tabelle che ci sono qui il 0,20 dovrebbe avere r= 46,2 Ohm (il che mi ha fatto venire dubbi su quanto detto dal venditore).
Allora ho misurato la parte resistiva della res-nores che è risultato essere L=40 mm precisi da cui:
r= (R/L) x 1000 = (2,4 /40)x 1000= 60 Ohm/m
Che tipo di filo può essere e di che diametro? Ma sopratutto sono adatte queste res-no res per justfog montato su ego VV ho richiedono troppo Amper e volt....forse meglio res-no res da 2 Ohm?
che cosa ne pensate???
Aiutate un neofita con tanta voglia di imparare e conoscere!!!
In teoria, se la lunghezza del resistivo è esattamente di 40 mm e la resistenza altrettanto esattamente di 2,4 ohm, allora il wire potrebbe essere un Kanthal D da 0,17 (se fosse Kantha A da 0,17 la parte resistiva sarebbe 39 mm, se Kanthal A1, 38mm).
Supponendo sia corretta l'ipotesi sul filo, non dovresti avere difficoltà a rigenerare il Justfog. La coil così ottenuta andrebbe utilizzata a circa 3,8/3,9 volt (la corrente necessaria nel caso sarà inferiore ad 1,65 A e quindi ben entro la portata della batteria).
Per quanto riguarda la misurazione empirica della resistività, il consiglio, visto che sai il diametro del filo e ne hai un rocchetto intero, è di far che misurare la resistenza di un metro di wire (o anche di più....). Così sai subito con cosa hai a che fare. Visto che la resistività di Kanthal D, A e A1 non è poi così diversa, più è lungo lo spezzone che misuri, più sarà facile individuare correttamente il materiale.
Ciao!
Ma...andare sul sito dove l'hai preso e andare suil mio account/ i miei ordini e vedere la descrizione del filo che hai preso.....no

?
Purtroppo svapoweb non lo dichiara.... né il tipo di Kanthal, né la resistività....
altrimenti era troppo facile !!!
Premesso che da buon pivello dopo tanta teoria ho pensato bene di misurare la lunghezza della parte resistiva della res-no res e calcolare la resistività su carta dando per scontato che la res è da 2,4 Omh esatti (ma come un frescone non l'ho ancora misurata....cosa che farò stasera appena di ritorno a casa!!!!).
Quindi se le res-no res 2,4 Ohm sono esattamente 2,4 Ohm sono fatte con Kanthal D-A-A1 0.17 e assorbono comunque 1,6 Ampere e vado ok con voltaggi 3,8-3,9 Volt, se invece sono veramente fatte con lo 0,20 e sono lunghe 40 mm allora debbono essere di molti meno Ohm (1,7-1,9) e lo scopro montandole su rigenerabile e misurandole......oltretutto se fosse 0,20 D-A-A1 avrebbero bisogno di 2-2,1 Ampere per corrente ideale e le Ego non so se ci arrivano (soprattutto le mie che sono da due soldi!!!).
Ho detto qualche fesseria o ho capito i concetti a dovere?
Mi pare al quanto strano svapoweb ha sempre specificato i fili,io pochi giorni fa ho preso del filo e sia negli ordini che nella fattura vi è specificato tt
Su Swapoweb non tutti i fili hanno la descrizione completa, i primi Kanthal che trovi nella pagina dei ricambi (ovvero quelli che ho peso io) non hanno descrizione ne del tipo di filo ne della resistività lineare. Il Kanthal A1 che trovi dopo neppure (ma sapendo che è A1 e il diametro puoi comunque calcolare la resistività),......è vero che sono un pivello della rigenerazione ma anche molto metodico (grazie anche al forum)!!!!!
Una domanda che spero vada bene qui per non aprire altre discussioni:
ho fatto una res ( questa sotto )
che funziona perfettamente tra 8 e 15 watt, ma provando a inserire i parametri sui vari calcolatori mi esce sempre che è troppo "fredda" con quei watt, in pratica a 10 Watt mi calcolano 0,10W/mm², oppure mi calcolano che dovrei usarla almeno a 30 watt....
Dove sbaglio?

P.S. lo vedete anche dai parametri impostati, il filo è uno 0,35 e la res risulta da 1,5 ohm, sia da calcolo che da misura, tornerebbe tutto, e funziona anche perfettamente, ma....
ma... cosa?

Aumenta la potenza no?
Se comincia a andare in secca significa che non vi è sufficiente apporto di liquido... e vista la forma che le hai dato mi stupirei del contrario

Immagino che la coil sia impostata per essere usata con cotone che, ipotizzo, tu disporrai all'esterno delle spire. Immagino anche che rivestirai per bene anche lo spezzone di filo discendente al pin negativo (se restasse non a contatto del liquido avresti un potenziale hot-spot e la ridotta potenza retta dal setup sarebbe ovvia, anche se non credo funzionerebbe bene....)
Non ho capito che atom sia ma così, ad occhio, mi pare abbia una camera di vaporizzazione piuttosto piccola. il cui volume resterà ancora sensibilmente ridotto dal cotone.
Premesso questo, l'unica ipotesi che mi viene in mente è che il flusso d'aria, nonostante il foro di passaggio sembri piuttosto ampio (un paio di mm), sia piuttosto chiuso.
Combinando camera piccola (ed ulteriormente ridotta) con poco passaggio d'aria si potrebbe pensare che la coil si scaldi molto di più di quello che sarebbe prevedibile applicando quelle potenze in un "ambiente" meno caldo.
Siccome la corretta temperatura di vaporizzazione dipende sì dalla potenza applicata ma la "potenza" considerata da sola sviluppa calore in continuo e la stabilizzazione della temperatura si ha quando si pareggia il calore sviluppato con quello disperso. Questo pareggio (che avviene in ogni caso) deve però accadere in un range ottimale di temperature perchè un atom funzioni bene.
I valori empirici di watt/mm2 suggeriti infatti (che come potrai notare sono diversi a seconda della capacità di alimentazione dell'atom e della sua tipologia) altro non sono che quelli in cui quel pareggio tra energia prodotta ed energia dissipata avviene ad una temperatura che consenta la miglior vaporizzazione ma presuppongono che si verifichino condizioni altrettanto ottimali di dispersione.
Il processo di riscaldamento/vaporizzazione assorbe l'energia termica sviluppata dal passaggio di corrente sia in rapporto a quanto liquido è presente nella camera (più ce n'è più calore viene assorbito) sia in rapporto al flusso di aria sia in base alla temperatura dell'ambiente.
Se la coil non si alimenta bene (e la supposizione su una vertical coil non è da escludere) e non c'è molta aria e l'ambiente è già caldo, l'equilibrio, ad una corretta temperatura di vaporizzazione, tra calore prodotto e calore dissipato avviene con potenze più basse perchè i fattori di dispersione sono ridotti. Ovviamente svilupperà un minor quantitativo di vapore, ma quello che produrrà sara "buono" (buona temperatura e nessun sentore di bruciato).
Considerato che una coil da 1,5 ohm con uno 0,35 potrebbe produrre una valanga di vapore, anche un suo funzionamento non ottimale potrebbe apparire comunque soddisfacente.
Questo potrebbe spiegare l'arcano.........
Anche se è ovvio che è solo un'ipotesi formulata guardando una foto........... ma i principi di temperatura di esercizio della coil come rapporto tra energia termica prodotta e dissipata sono corretti e reali.
Ciao!