22 ore fa, SpyBot ha scritto:
😳 Nessun futuro apocalittico
😳😳 Ma non credo proprio
Diciamo che li tasseranno, ok, cosa che e' ancora da discutere, parliamo di un' applicazione d imposta di 40 cent. su 10 ml ? Capirai..non vedo tragedie
Sul discorso di vietarli, e' impossibile
Concordo che la tassa sia l’ultimo dei problemi. Sul divieto... non metterei invece la mano sul fuoco!
Ma sono solo sensazioni! Nulla di concreto e quantomeno scenari apocalittici! Solo voglia di cercar di capire cosa stia/possa succedere!
Vero anche che sembra LT voglia ‘spingere’ gli utenti verso pod con liquidi pronti. Magari è una percezione del tutto sbagliata ma... tra “interviste”, decisioni di alcuni marchi di farla finita con gli aromi, tra molti marchi che si erano distinti per l’eccellenza dei propri aromi che ora sembra spingano altro, tra la TPD 3 che sarà discussa nel 2020 con la probabile volontà di provar a spianare la strada alle multinazionali del tabacco, qualche dubbio ci sta che viene, no?
A tal proposito, non mi dispiacerebbe un comunicato ufficiale da parte dei vari produttori in cui prendano una posizione netta a riguardo!
Ho iniziato a vaporizzare nel novembre 2010 e paradossalmente nella mia mente è scattato qualcosa solo dopo aver iniziato ad utilizzare i NET.
E con questi che mi sono letteralmente liberato dal vizio delle bionde perchè... mi sono definitivamente convinto che il vaping non era più un’alternativa al fumo tradizionale ma un modo decisamente migliore (mi manca peró la pipa come esperienza) per assaporare tabacco.
Potendo scegliere, tra i due sistemi (pur avendo dato un taglio netto alle bionde sin dal primo sbuffo di vapore), non avevo più dubbi... vapore tutta la vita!
E LT rappresenta sicuramente una delle eccellenze. I loro aromi sono ritenuti da molti appassionati i riferimenti del settore.
Capisco perfettamente che coloro che li utilizzano assiduamente rappresentino solo una piccola nicchia ed è giusto allargare i propri orizzonti cercando di accaparrarsi anche quella (grossa?) fetta di neo vaper che, per ovvi motivi, non potrebbero sfruttarli sia per il limite del ‘fai da te’ sia per lo scoglio ‘praticità’ sia per l’esperienza necessaria per utilizzare al meglio sistemi di alimentazione rigenerabili.
Ma al tempo stesso, “al rigeneratore da strapazzo con la puzza (profumo!!!) di tabacco sotto al naso”, farebbe piacere leggere che quei produttori lotteranno con i denti per garantir loro una futura reperibilità di quel prodotto tanto caro ed importante.