Scusate il ritardo, avevo da fare. Ecco la classifica finale derivata dalle mie prove.
Criteri
- I voti sono dati come “tabacco allday” e non come “tabacco da meditazione”. Vale a dire che se un tabacco è buono ma dopo due minuti stanca, perde punti a favore di varietà più leggere.
- Ho già commentato i tabacchi in sé, questa ricapitolazione sarà volta a identificarne punti forti e punti deboli per un eventuale uso in blend.
- Setup: speed14 ka1 29ga punta 2, 5.5-6.5 spire. Meccanico.
- Diluzione fissa “10% a occhio”.
1 Black Cavendish -> Ottimo all-round, praticamente perfetto nel suo bilanciamento aromatico. Male la nota erbacea in espirazione, anche se quasi impercettibile. In generale, il suo pregio più grande, cioè il bilanciamento, è anche il suo limite maggiore. Eppure non saprei bene come utilizzarlo in un blend perché nonostante sia equilibrato, non manca di personalità. In piccole quantità rischia di scomparire, al massimo può fare da base..?
2 Burley -> Se un blend fosse una canzone, questo sarebbe il mio basso. Tabacco ottimo da svapare anche da solo, morbido, non stanca, dolce, godibile, chiude con una nota finale migliore di quella del BC. Per fortuna non scende troppo giù (del resto a me le robe pastose non piacciono). Una sicurezza.
3 Perique e Oriental -> A pari merito due tabacchi che hanno in comune una forte personalità. Pur mantenendosi su toni medi riescono a spiazzare con una nota sorprendente che arriva da non si sa dove. Ma le differenze non sono meno evidenti delle somiglianze. Perique più frignone, Oriental più frizzante, lasciano la speranza di poter essere combinati in una mixture che li lasci distinti e ben godibili uno a fianco all’altro. L’Oriental è più buono sia nel corpo, con quello speziato da tappeti e marocchineria, sia, soprattutto, in chiusura, con la sua coda molto pulita. Ma in generale, per i suoi slanci alla lunga un po’ stancanti, asfalta la bocca più del Perique, che per la sua tranquillità riesce a chiudere a pari merito.
4 Latakia e Virginia -> Altro pari merito. Il Latakia mi piace molto per la sua nota incensata, da meditazione, meno per tutto il resto. È aggressivo, affumicato e stanca subito. Forse è possibile usarlo drippando soltanto qualche goccia in una mixture? Il Virginia invece è un Black Cavendish che non ce l’ha fatta. Più verde e paglierino della variante trattata, il suo unico pregio, se così vogliamo chiamarlo, è di assomigliare a una sigaretta. Potrebbe essere usato come aroma “legante” in alcune mixture.
5 Kentucky. Esce purtroppo sconfitto da questa disamina l’aroma simbolo della mia regione, la Toscana. Troppo deciso per piacermi, non lo userei in alcun blend, perlomeno non all-day. Forse merita una prova a parte con diluzioni basse e aggiunta di anice per replicare il buon sapere del toscanello aromatizzato.
Seguiranno eventuali progetti di blend.